Esordio dell’indirizzo «carrozzieri lattonieri»

18 febbraio 2019 professioneauto.ch – I primi cinque candidati dell’indirizzo «carrozzieri lattonieri» hanno sostenuto l’esame di professione per restauratori di veicoli organizzato dalla Comunità d’interesse dei restauratori di veicoli svizzera (IgFS) e giunto alla sua seconda tornata. Sinora 16 persone, compresi i candidati dell’indirizzo «Tecnica automobilistica», hanno affrontato l’impegnativa prova. 

si. L’anno scorso l’attestato professionale federale di restauratore/restauratrice di veicoli è stato conseguito solo da specialisti in «Tecnica automobilistica». Quest’anno invece, l’esame di professione è stato sostenuto anche da una donna e quattro uomini dell’indirizzo «carrozzieri lattonieri» (CL) dopo una formazione assolta parallelamente alla professione. Per garantire l’equipollenza degli attestati di entrambi i percorsi formativi, alcune parti dell’esame sono rimaste invariate. Esso si suddivide in quattro prove. Per l’indirizzo «Tecnica automobilistica» (TEA) sono le seguenti:

1. Restauro: gli aspiranti restauratori iniziano affrontando situazioni quotidiane di manutenzione, riparazione o restauro. Tra le altre cose, devono analizzare e riparare impianti elettrici di auto d’epoca. Tra i compiti figurano la manutenzione, diagnosi e riparazione dei relativi componenti nonché il riequipaggiamento e la riconfigurazione di veicoli d’epoca. A tutto ciò si aggiungono la consulenza alla clientela e l’elaborazione di ordini a livello amministrativo.

• 2. Documentazione e presentazione di un progetto di restauro (anche per i CL): per prima cosa, i candidati scelgono un progetto di restauro che desiderano documentare. Poi, quattro mesi prima dell’esame, consegnano alla commissione una prima bozza e, dopo la sua approvazione, il dossier può essere preparato. Infine, almeno un mese prima della presentazione, i diplomandi consegnano il progetto che, in sede d’esame, viene poi esposto e discusso nell’ambito di un colloquio professionale.

• 3. Esecuzione di un incarico d’officina: i contenuti sono simili a quelli della prima parte dell’esame. In questo caso, però, i candidati devono svolgere piccoli restauri secondo le indicazioni di un incarico d’officina. Segue quindi un colloquio professionale in cui vengono spiegati la procedura utilizzata e i nessi teorici tra i vari elementi.

• 4. Analisi della necessità di restauro (anche per i CL): in questa prova, bisogna analizzare la necessità di restauro, di modifica o di riparazione e decidere come procedere. Dopo aver studiato approfonditamente il caso, il candidato sostiene un colloquio professionale nel quale viene valutato come le conoscenze, gli atteggiamenti e i valori possano essere applicati a una situazione concreta.

Le prove 2 e 4 sono previste anche dall’esame per i carrozzieri lattonieri. Le altre due parti sono invece specifiche per l’indirizzo:

 1. Restauro per i CL: i candidati hanno circa 12 ore di tempo per produrre degli ausili per la costruzione e la formatura di componenti di una carrozzeria – il che significa prepararne, adattarne e montarne le varie parti. Analogamente all’indirizzo «Tecnica automobilistica», anche qui la consulenza alla clientela e l’elaborazione di incarichi a livello amministrativo sono parte integrante della prova. I lavori sopra menzionati sono eseguiti sulla parte anteriore modificata di un’utilitaria. Vengono utilizzati componenti nuovi affinché tutti i candidati possano operare in pari condizioni. 

• 3. Esecuzione di un mandato d’officina per i CL: i contenuti sono simili alla prova d’esame 1. Tuttavia, i compiti da svolgere secondo l’incarico d’officina richiedono meno tempo (tre ore e mezza). Segue quindi un colloquio professionale in cui vengono spiegati la procedura utilizzata e i nessi teorici tra i vari elementi.

Aspetti critici: voti e pratica professionale
Per superare l’esame il candidato deve conseguire una nota almeno sufficiente (> 4,0) in ogni parte dell’esame. È quindi possibile che, nonostante un voto finale relativamente alto (in media), l’esame non venga superato per via di una nota parziale insufficiente.

Per essere ammessi all’esame, il regolamento prevede che dopo la conclusione di una formazione tecnica di base, il candidato abbia alle spalle minimo tre anni di relativa esperienza professionale, di cui almeno 12 mesi dedicati ad attività principali nel ramo del restauro di veicoli.

L’esame ha evidenziato di nuovo quanto sia problematica la mancanza di esperienza professionale per i candidati dell’indirizzo «Tecnica automobilistica» che non vantano una formazione in materia. Al contrario, i diplomandi “carrozzieri lattonieri” non hanno alcuna difficoltà, avendo conseguito tutti un relativo AFC.

Intervista a Bruno Buchwalder, carrozziere lattoniere qualificato, Calag, Langenthal

Il tempo è il nemico numero un

Signor Buchwalder, che ricordo ha dell’esame di professione?

Bruno Buchwalder: L’esame è stato molto impegnativo, soprattutto nei primi giorni. Alle 6 abbiamo consegnato i nostri strumenti prima che allestissero i posti d'esame. Dopo una pausa pranzo di un’ora, abbiamo lavorato senza sosta fino alle 17. Non avendo avuto ulteriori pause è stato davvero faticoso. Ma avevamo il luogo ideale per quanto riguarda lo spazio e gli impianti. E anche gli esperti erano molto cortesi. 

Qual era il grado di difficoltà?
Era accettabile. Ma siccome per un lavoro a regola d’arte occorre inevitabilmente del tempo, era chiaro che la partita si sarebbe giocata sul filo del rasoio. 

Come giudica la formazione dei vari partner della formazione?
Trattandosi solo del primo corso per l’indirizzo “carrozzieri lattonieri” c’è sempre un margine di miglioramento. Nei corsi pratici gli istruttori erano tecnicamente qualificati, ma il trasferimento delle conoscenze non è stato proprio ottimale. Però siamo stati ascoltati e abbiamo potuto proporre delle modifiche per migliorare il corso. E anche la possibilità di seguire alcuni moduli insieme ai tecnici automobilisti è stato ideale per me. 
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